"La musica è finita, gli amici se ne vanno ..." è una strofa di una vecchia canzone che ben si adatta a quanto successo oggi in Parlamento, con quell'appunto su un foglio del premier Silvio Berlusconi che sottolinea gli otto traditori che hanno affossato la sua maggioranza.
Sembra tutto finito, il fondo di una parabola discendente ormai da un anno a questa parte, un vicolo cieco dove le forze che ha messo in campo si sono scontrate con i primi cedimenti di quel "cerchio magico" che lo circondava in un aurea di invincibilità
Ma poi quella strana notizia, e la sensazione che dentro la manica c'è ancora una carta da giocare, che potrebbe scendere sul tavolo mentre gli altri stanno già stappando le bottiglie di champagne. Quelle dimissioni "ad orologeria" legate all'approvazione di una legge di cui non si conosce il termine entro il quel verrà votata e quel testo ancora più misterioso della legge di stabilità non consentono ancora agli italiani di ritenere girata definitivamente una delle pagine più buie della nostra storia.
Si ha l'impressione che Berlusconi stia preparando la sua vendetta finale, in quel decreto si può facilmente immaginare che verranno compresi alcuni dei temi a lui cari che tutto il parlamento dovrà essere costretto ad approvare per non scontentare l'Europa che ci guarda ogni giorno sempre più preoccupata.
E se non dovesse essere approvato , beh allora la colpa sarebbe dell'opposizione che rischia in un clamoroso ribaltone di fare la figure agli occhi del mondo della parte irresponsabile che potrebbe affossare il paese.
Un sottile gioco politico, come quello che un anno fa ha consentito a Berlusconi di guadagnare un mese di tempo per la data della mozione di sfiducia e nel frattempo quindi di riuscire a "convincere" alcuni parlamentari a ritornare all'ovile.
In questo momento mentre i titoli dei giornali di tutto il mondo lo danno già morto e sepolto ho la sensazione che stia sorridendo per essere riuscito ancora una volta a rifilare a salvare la pelle ed a fare fessi tutti gli italiani.
La parola "fine" non è ancora stata scritta, forse c'è ancora una pagina bianca ed un uomo con una penna in mano che sta per riempirla, una specie di testamento la cui eredità dovremo portarci sulle spalle per generazioni. Speriamo che sia finito l'inchiostro.


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