Fenicotteri a Putzu Idu (Or)

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martedì 8 novembre 2011

Cercasi Noè

Stiamo tutti guardando il cielo, cerchiamo uno squarcio azzurro nella matassa ingarbugliata delle nuvole grigie che sembra un nodo indistricabile. L'acqua è fonte di vita, ma in questi giorni è diventata portatrice di morte. Ogni anno ci sono un'alluvione e dei morti da ricordare, ogni anno si aprono (e si chiudono dopo pochi giorni) le polemiche sulle colpe, ma quelle mezze stagioni che un luogo comune vuole che non esistano più sono diventate l'incubo per chi vive a pochi metri da un qualsiasi rigagnolo.
L'uomo da sempre ha cercato la vicinanza dei corsi d'acqua, che consentono di irrigare le terre, di praticare la pesca, di raggiungere altri luoghi. Una delle più grandi civiltà della storia, quella egizia, non sarebbe esistita senza il prezioso aiuto del Nilo.
Adesso è troppo facile allargare le braccia e parlare di fatalità, di pioggia eccezionale, di evento imprevedibile. La verità che la nostra è un'inciviltà fondata sul mattone, si continua a costruire, ovunque, sempre, senza rispetto, perché alla base delle grandi ricchezze c'è sempre una colata di cemento. Vogliamo ricordare ad esempio come ha cominciato Silvio Berlusconi?
Ma la natura è una belva che non si lascia addomesticare, ci sono voluti milioni di anni per creare un equilibrio fra le forze della natura e stanno bastando pochi decenni per distruggere irrimediabilmente il mondo che ci accoglie.
E la terra si vendica, esige i sacrifici sull'altare. Ma come sempre sono gli innocenti che pagano ed i colpevoli non solo la fanno franca, ma rischiano pure di guadagnarci, perché bisogna pur sempre ricostruire e quindi un alluvione può essere un occasione di business.
Non ci resta che sperare in un nuovo Noè.

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